1. I dittici eburnei tardoantichi, il loro reimpiego nel medioevo e la memoria di fine Ottocento
- Author
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Ebanista, C., Rotili, M., Stroppa, F., Stroppa, F. (ORCID:0000-0003-4669-2754), Ebanista, C., Rotili, M., Stroppa, F., and Stroppa, F. (ORCID:0000-0003-4669-2754)
- Abstract
Nati come prodotti di uso quotidiano e formati da tavolette di vario materiale (legno, bronzo, oro, argento, avorio, ecc.), i dittici erano usati per appunti, annotazioni o lettere e, dalla fine del IV secolo, come articoli di lusso per la promozione gentilizia e la celebrazione personale. Dai dittici privati si passò poi a quelli pubblici per scopi amministrativi, religiosi o elogiativi e il loro impiego continuò molto a lungo. Rilevante e costante appare, dunque, la forza simbolica e il valore iconografico che dall’età romana questi pezzi hanno tramandato, raccontando con le loro immagini le esigenze della società del tempo; un singolare itinerario che si è intrecciato anche con le declinazioni artistiche otto-novecentesche., Born as products of daily use and made up of tablets of various materials (wood, bronze, gold, silver, ivory, etc.), diptychs were used for notes, annotations or letters and, from the end of the 4th century, as luxury items for noble promotion and personal celebration. From private diptychs they then passed to public ones for administrative, religious or laudatory purposes and their use continued for a long time. Therefore, the symbolic force and iconographic value that these pieces have handed down from the Roman age, recounting the needs of the society of the time with their images, appears to be relevant and constant; a singular itinerary that is also intertwined with the nineteenth-twentieth-century artistic variations.
- Published
- 2021