Fiorucci, M, Zizioli, E, Calaprice, S, Palmieri, C, Fiorucci, M, Zizioli, E, Calaprice, S, and Palmieri, C
Una scuola di qualità, oggi, per essere “buona” non può più rispondere da sola ai nuovi bisogni educativi emergenti dall’attuale società, sempre più complessa e “liquida”. Se già da tempo la scuola mostrava difficoltà a far fronte all’eterogeneità di un’utenza che oltre all’istruzione chiedeva aiuto relazionale e supporto formativo in senso ampio, oggi il Covid-19 ha fatto emergere tutto ciò in tutta la sua tragicità: dispersione scolastica, povertà educativa, fragilità esistenziali personali e familiari sono solo alcune delle modalità attraverso cui un disagio sempre più capillarmente diffuso prende corpo tanto negli istituti scolastici quanto nelle famiglie e nei territori. Per far fronte a questo complesso e mutevole scenario, la presenza di educatori socio-pedagogici e pedagogisti nella scuola si presenta come una necessità educativa, sociale ed esistenziale. Il loro ruolo, infatti, è di affiancamento agli insegnanti per far da ponte tra soggetti in formazione ed insegnanti, scuola, famiglia e territorio, per rispondere alle nuove emergenze educative, cioè dispersione scolastica e disagio nelle loro varie forme, e per orientare i giovani promuovendo consapevolezza riguardo a limiti e potenzialità personali, bisogni e desideri, anche al fine di comprendere come poter trovare un proprio posto nel mondo del lavoro. In quest’ottica, iI 27 agosto 2020, in piena emergenza pandemica, l’allora Ministro della Pubblica Istruzione ha firmato un protocollo d’intesa con le Associazioni Professionali di Educatori e Pedagogisti, la CUNSF (Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della Formazione) e la SIPED (Società Italiana di Pedagogia) per l’attivazione di progetti finalizzati a promuovere nelle scuole l’educazione alla convivenza civile, sociale e solidale quale parte integrante dell’offerta formativa. Oggi la proposta di legge IORI 2313/2021 si pone in questa prospettiva. Il contributo del Gruppo di lavoro Siped “Educatori e Pedagogisti. Ricerca, a, A quality school, today, to be "good" can no longer respond alone to the new educational needs emerging from today's increasingly complex and "liquid" society. If for some time now schools have been showing difficulties in coping with the heterogeneity of a clientele that, in addition to education, asked for relational help and educational support in a broad sense, today Covid-19 has brought this to light in all its tragic nature: school dropouts, educational poverty, personal and family existential fragility are just some of the ways through which an increasingly widespread malaise takes shape as much in educational institutions as in families and territories. To cope with this complex and changing scenario, the presence of socio-pedagogical educators and pedagogists in schools presents itself as an educational, social and existential necessity. Their role, in fact, is to work alongside teachers to act as a bridge between subjects in training and teachers, school, family and territory, to respond to the new educational emergencies, that is, school dropout and discomfort in their various forms, and to orient young people by promoting awareness regarding personal limits and potential, needs and desires, also in order to understand how they can find their own place in the world of work. With this in mind, iI August 27, 2020, in the midst of the pandemic emergency, the then Minister of Education signed a memorandum of understanding with the Professional Associations of Educators and Pedagogists, CUNSF (National University Conference of Education Sciences) and SIPED (Italian Society of Pedagogy) for the activation of projects aimed at promoting education in schools for civil, social and solidarity coexistence as an integral part of the educational offer. Today, IORI Bill 2313/2021 stands in this perspective. The contribution of the Siped Working Group "Educators and Pedagogists. Research, action, profession" aims to highlight the potential that the presence of Educators